Qualche anno fa veniamo a conoscenza, grazie a una mamma che desidera partorire a domicilio, della possibilità di far nascere i bambini con un parto integrale.
All’inizio la curiosità e lo stupore ci hanno indotto a capire e ad approfondire di che cosa si trattava. Così è iniziata la ricerca di testi e d’informazioni per capire questo tipo di nascita, tenendo conto che essendo ostetriche che assistono a domicilio, il rispetto della naturalità e della fisiologia di tutto il percorso nascita, è la base del nostro modo di essere e lavorare.

E' una procedura molto antica, ricca di sapere ed esperienza, utilizzata dagli antichi Egizi al tempo dei faraoni e tutt'ora vive presso gli aborigeni australiani. Viene riscoperta negli anni settanta, applicata e diffusa da ostetriche e medici che hanno della nascita una visione più spirituale e ampia.

Si chiama Lotus Birth: il parto integrale, la modalità secondo cui dopo la nascita del bambino e l’espulsione spontanea della placenta, si lascia il bambino collegato alla sua placenta fino al distacco naturale, che avviene dalla terza alla decima giornata di puerperio.

E’ una vera integrazione che favorisce il bonding e quindi il rapporto di relazione che s’instaurerà tra madre e bambino. 

I neonati sono tranquilli, non dimostrano segni di stress residuo, sono molto consapevoli delle loro placenta e di chi la tocca: bambini decisamente diversi.

In genere è il padre che se ne prende cura, confermando in questo modo la sua presenza e partecipazione. Sotto il profilo psicologico, il Lotus Birth è di aiuto anche al padre che non percepisce l’esclusione dall’evento nascita bensì favorisce le fondamenta della nuova relazione.