La nascita di Diego. Con l'aiuto del fratellino!

Ma sei matta? PERCHÉ vuoi partorire in casa?

Perché le ostetriche diventano le tue sorelle, il tuo faro nella notte, le risposte alle tue domande, l’appoggio su cui contare anche quando hai ansie immotivate... ti tranquillizza il solo fatto che loro ci sono e che per loro è importante saperti serena! (anche quando perdi l’aglio in posti oscuri...)

Perché le visite ostetriche pre-parto ti fanno veramente entrare in contatto col tuo bambino, non lo vedi con gli occhi dentro ad un monitor come dal ginecologo, ma impari a sentirlo dentro di te, vicino, vicinissimo al tuo cuore!

Perché per un mese dopo il parto vengono a trovare te ed il tuo bambino a casa, ti visitano e si prendono cura di voi che siete ancora un tutt’uno seppur fisicamente separati, vegliano affinchè il vostro legame “di latte” si consolidi sempre più. A loro interessa anche se ti senti giù o se hai paura, non è solo una questione di percentili ed esami.

Perché le TUE ostetriche ti conoscono e sanno cosa vuoi, rispettano le tue idee e le tue scelte, ti aiutano meglio a comprendere cosa sia giusto per te e per il tuo bambino, insieme.

Perché le ostetriche sono esperte della fisiologia della gravidanza e ti aiutano con mille rimedi naturali a rispettarti, a rimanere in salute e ad avere fiducia in te! Nessun altro lo fa, nessun altro ti ricorda che noi donne siamo fatte per partorire ed allattare, abbiamo tutto il necessario con noi e lo facciamo da millenni con l’aiuto ed il supporto di altre mamme.

Perché le ostetriche entrano in casa tua in punta di piedi, anche il giorno fatidico in cui incontrerai il tuo bambino. Sono una presenza che rassicura, che calma, che guida... con rispetto e con amore per la vita.

Perché per me era importante sentirmi al centro di questa esperienza in cui la progonista è la mamma e non le procedure, non i protocolli, le settimane di gestazione...

Perché volevo che Matteo, mio figlio di tre anni, non fosse escluso da questo avvenimento, volevo che fosse partecipe dell’arrivo del fratello e che dopo capisse che cosa era successo. Infatti tutto è accaduto di notte, alle 3 mi sono svegliata con delle contrazioni già molto forti e lui si è svegliato fin da subito. Se fossi dovuta andare in ospedale sarebbe stato traumatico per lui perchè si è molto spaventato nel vedere la mamma con le contrazioni e se me ne fossi andata così di punto in bianco insieme al papà non avrebbe potuto capire cosa stava succedendo. Invece poco dopo, non appena sono arrivate le ostetriche, sia io che mio marito ci siamo tranquillizzati e anche lui di conseguenza, mio marito ha potuto spiegargli con calma cosa stava succedendo e io ho potuto parlargli tra una contrazione e l’altra mostrandogli che stavo bene, che il fratellino stava arrivando! Ha voluto assistermi durante tutto il breve travaglio sostenendomi, tenendomi la mano, massaggiandomi la schiena e... prendendomi in giro col papà “Senti la mamma come fa? Sembra una ruspa che accelera in salita!”. Per aiutarmi e darmi forza ha deciso di indossare il suo costume da Uomo Ragno e vocalizzare insieme a me “Mamma senti! Ho imparato anche io la tua canzone! Ahhhhhhhhhhhh!”. Matteo ha vissuto la nascita di suo fratello come un momento magico. E’ stato tutto molto naturale, non si è spaventato alla vista del sangue o per l’intensità di quei momenti, siamo noi adulti a fare questi pensieri così razionali! Vedendo il sangue l’ho sentito chiedere alle ostetriche “ma poi si riesce a pulirlo bene?”, se non fossi stata in fase espulsiva mi sarei fatta una gran risata! E non appena l’ha potuto vedere in faccia ha esclamato “Oh che piccolo! Era proprio il fratellino che volevo!”. E’ esperienza di vita, è partecipazione e non ha prezzo.

Perché dopo aver vissuto un’esperienza breve ma intensissima come la nascita di Diego ho potuto lavarmi nel mio bagno, fare colazione con i miei cereali e dormire con mio marito ed i miei bambini nel nostro letto, stanchi ma felici. Nel dormiveglia sentendo che nel campo fuori casa stava passando il trattore ad arare ho pensato “appena si sveglia Matteo andiamo a vedere che bel lavoro ha fatto!”. Di fatto non mi sono persa nemmeno un giorno di vita con il mio bimbo più grande e mio marito, non mi sono sentita sola ed ho potuto farmi aiutare a gestire il piccolino.

Tutto quello che ho scritto finora non l’ho potuto avere per la mia prima gravidanza che è terminata con un parto in ospedale, l’ostetrica che ha preso per prima Matteo tra le braccia non ha un volto per me perché... non avevo gli occhiali durante il travaglio e non sono mai riuscita a vederla bene! Non ho idea di chi fosse e non l’ho mai più rivista nei giorni successivi...

Siamo veramente felici di essere stati così MATTI da aver scelto di partorire a casa con le nostre ostetriche Luisa ed Isabella, volti e mani che rimarranno nei nostri cuori per sempre. Grazie per la passione che mettete nel vostro lavoro e grazie per averci preso per mano in questo splendido cammino!

Il parto visto dal papà.

La nascita di Diego è stata una grande avventura. Come le ultime avventure che abbiamo passato insieme anche questa è iniziata nello stesso modo: una grande decisione ed entusiasmo da parte di Anna e una iniziale titubanza da parte mia. Dopotutto io sono la parte noiosa e razionale della coppia. Non sto neanche a contare le migliaia di domande che mi sono state fatte quando raccontavo di questa decisione: per fortuna i dubbi irrazionali di amici e parenti mi hanno fatto sentire ancora più giusta la nostra scelta.

Come ogni avventura che si rispetti c'è stato il pathos fino alla fine: Diego riuscirà a nascere in casa? Quel pigrone non voleva uscire e se avesse aspettato altri due giorni saremmo dovuti correre in ospedale. Per fortuna anche in quei momenti Luisa ed Isabella ci hanno rassicurato e ci hanno detto che una mamma sa sempre cosa fare, che sono fatte per partorire e tutte lo sanno fare.

Ed è stato così: un martedì notte di aprile è avvenuta la magia.

All'inizio prima che arrivassero Luisa ed Isabella c’è stato un po' di smarrimento. Matteo era con noi sveglio ed era un po' agitato: non capiva bene come aiutare la mamma e noi non sapevamo come guidarlo. All'arrivo di Luisa ed Isabella tutto si è trasformato ed è diventato magico, grazie alla loro guida io e Matteo abbiamo sostenuto la mamma. Matteo si è trasformato in supereroe e ci ha aiutato a far nascere il fratellino ed è anche stato il primo a vederlo, che gioia vederlo aiutare: portava le garze, gli asciugamani, e tutto mentre incitava e rassicurava la mamma. L'immagine di Anna e Matteo che abbracciano e baciano Diego appena nato non ha prezzo, e a distanza di due mesi sentire Matteo dire di essere felice per aver visto nascere Diego mi riempie il cuore di gioia. Inoltre Diego è il primo nato a Cirimido dal 1975 chissà magari un giorno diventerà sindaco! :-)

Grazie di tutto!